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L'olio mette il bollino-qualità

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ROMA - Un bollino per contraddistinguere l'olio d'oliva extravergine di qualità. A gennaio, infatti, saranno commercializzate le prime bottiglie con il «bollino» (un riquadro dorato nel quale campeggia una «Q» verde) del Consorzio di garanzia dell'olio d'oliva extravergine di qualità.
L'organismo, che è anche il braccio operativo dell'interprofessione dell'olio d'oliva, è stato fondato più di un anno fa e riunisce Unaprol, Cno, Unasco, Fidear e Aipo per quanto riguarda la parta agricola e il meglio dell'industria olearia italiana: dall' Unilever (marchio Bertolli), a Monini, da Farchioni a Pantaleo alle Moc Oliveti d'Italia e Olimer.
«Il consumatore non conosce il mercato dell'olio e chiede di essere informato - ha detto il presidente dell'Unaprol e del Consorzio di garanzia, Nicola Ruggiero - e con questa iniziativa puntiamo a fare chiarezza su uno scaffale degli oli d'oliva che sta diventando sempre più affollato». È per questo motivo che il bollino del consorzio contraddistinguerà inizialmente le bottiglie di extravergine di qualità «In maniera indipendente dalla loro origine. Ci siamo resi conto - ha aggiunto Ruggiero - che anche nell'ambito del made in Italy non tutto il prodotto è di altissima qualità. Per cui pensiamo di dover 'puntare prima a raggiungere un elevato standard qualitativo e solo successivamente promuovere anche tipicità e legame con il territorio».
L'obiettivo quindi è quello di giungere quanto prima a uno, «zoccolo duro» della qualità. Per questo le produzioni che voglioso fregiarsi del marchio di garanzia dovranno rispettare una serie di parametri più stringenti rispetto a quelli fissati a livello Ue, e che saranno certificati alla società Sgs Ics international, Per fare un esempio, per quanto riguarda il parametro dell'acidità, che a livello Ue è, fissato allo 0,8%, per le produzioni garantite dal Consorzio sarà stabilito allo 0,5 per cento.
Duro il sistema di sanzioni per chi non rispetterà le regole. «È prevista - ha aggiunto Ruggiero - l'espulsione dal consorzio e una multa di 500mila euro. Abbiamo fissato delle multe elevate perché siamo convinti che per far emergere la parte buona del mondo olivicolo occorra creare un forte deterrente per chi non vuole sottostare alle regole».
Per il ministro Alemanno «l'iniziativa è lodevole soprattutto perché porta avanti in proprio discorsi importanti come quello della tracciabilità. Inoltre per il fatto di associare produttori e industria, per la certificazione delle produzioni e per la possibilità di sanzionare chi sbaglia, il Consorzio dell'olio d'oliva rappresenta un esempio anche per le altre produzioni alimentari italiane».
Il Consorzio già oggi associa circa il 35% del prodotto confezionato in commercio in Italia, una quota che arriva a toccare il 50% del mercato se si escludono le vendite dirette e l'autoproduzione. Il bollino sarà su alcune bottiglie delle società che aderiscono al Consorzio già dal primo gennaio e gradualmente arriverà a coprire l'intera produzione dei soci. Allo stesso modo, dopo una fase di sperimentazione di un anno, le etichette con il bollino di qualità compariranno anche sulle confezioni destinate all'export.
L'organismo di garanzia delle produzioni di qualità, al quale prenderà presto parte anche la Consulta dei consumatori, avvierà a breve una vasta campagna di comunicazione che potrà contare su uno stanziamento complessivo di circa 500mila euro.

Giorgio dell'Orefice, 8 Ottobre 2002