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Olio, si misura l'aiuto « a ettaro »

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ROMA - Un taglio degli aiuti alla produzione che per l'Italia potrebbe arrivare al 34%. Questo il principale effetto evidenziato dalla simulazione commissionata da Bruxelles all'università di Lovanio (Belgio) sugli effetti del passaggio, nel settore olivicolo, da un sistema di aiuti alla produzione legati alle quantità a uno invece legato alle superfici. Lo studio, commissionato da Bruxelles in vista della revisione dell'organizzazione comune di mercato relativo all'olio di oliva, ipotizza infatti il passaggio dagli aiuti alla produzione legati ai quintali prodotti a un sistema di aiuti a ettaro. E per questi ultimi è individuata la soglia di € 410 a ettaro.
La scadenza naturale dell'Ocm è prevista nel 2004 ma l'Italia sta premendo sulla commissione per arrivare a una revisione nel corso del semestre italiano di presidenza della Ue.
Per il momento quello messo a punto dall'Università di Lovanio è solo uno studio, ma la commissione anche per altri prodotti oggetto di riforma ha seguito questa prassi, ovvero quella di studiare prima l'impatto delle misure che si vuole introdurre e poi formalizzare una proposta.
Lo studio parte dalla considerazione che l'attuale regime di aiuti ha provocato un incremento delle produzioni a livello comunitario del 5% l'anno nell'ultimo decennio. Partendo da questo presupposto lo studio ' consiglia ' una modifica del sistema di erogazione degli aiuti. La strada individuata è quella di un passaggio dall'attuale sistema (che attualmente prevede un contributo medio di € 132,25 a quintale) a un sistema indifferenziato e legato alle superfici.
Lo studio non evidenzia le modifiche che tale passaggio di sistema porterebbe con sé. Tuttavia valutando l'entità delle superfici europee in base ai dati forniti dal Coi è possibile giungere alle seguenti conclusioni. Innanzitutto per l'Italia il passaggio a un sistema di aiuti disaccoppiati implicherebbe una riduzione del plafond nazionale che dagli attuali € 719,6 milioni l'anno passerebbe a circa 473,9 (-34%). Parallelamente poco cambierebbe per la Spagna in cui portafoglio aiuti passerebbe dai € 1005,1 milioni a 969,6 (-4%). Al pari dell'Italia invece, rilevanti cambiamenti potrebbero derivarne in Grecia dove la dotazione di risorse passerebbe dagli attuali € 554,8 milioni a 420,4 (-24%). In grande progresso invece i plafond finanziari degli altri due paesi produttori Ue, Portogallo e Francia. Il Portogallo vedrebbe aumentare la propria dotazione di risorse da € 67,7 milioni percepiti in media con l'attuale sistema a 151,3 (+ 123,4%). Mentre la Francia vedrebbe aumentare i contributi ai propri produttori dai € 4,3 milioni di oggi a 13,5 (+ 213,9%).
Alla base della preferenza accordata dallo studio al sistema di aiuti a ettaro c'è la considerazione che il sistema di erogazione dei contributi non dovrebbe incidere sui comportamenti dei produttori, obiettivo fallito dal vecchio sistema che invece ha portato un incremento della produzione comunitaria di olio d'oliva.
Infine uno specifico capitolo è dedicato all'affidabilità dei dati, in alcuni punti duramente criticata dagli studiosi belgi. Lo studio infatti valuta negativamente l'adeguamento delle analisi, il valore e l'utilità delle conclusioni, la credibilità dei risultati. Povera ne risulta l'affidabilità dei dati e la metodologia utilizzata. Ma soprattutto viene sottolineata la volatilità dei dati a seconda della provenienza, della fonte utilizzata. E per questo viene consigliata una revisione e un'armonizzazione dei sistemi di analisi.


Gli incentivi alla qualità? Decide il mercato
ROMA - e sulla qualità basta lasciar fare al mercato. Nello studio commissionato da Bruxelles sull'impatto, nel settore dell'olio di oliva, di un passaggio di aiuti a lettera non c'è traccia di incentivi alla qualità. Sotto questo profilo l'università belga propone un ragionamento semplice: ' visto che i consumatori sono disposti a pagare di più per i prodotti di migliore qualità il ruolo di incentivare le produzioni migliori va lasciato al solo mercato '. Insomma, lo studio parte dal presupposto che sul mercato alle differenti categorie di olio corrispondono prezzi differenti. Un numero crescente di olivicoltori s'impegna quindi a produrre olio di oliva e a commercializzarlo sotto i marchi Dop e Igp ottenendo in contropartita un prezzo di vendita elevato. E per questo-secondo lo studio-non è necessario prevedere forme di incentivo alla qualità nei meccanismi di aiuti alla produzione, ' perché tanto a premiare la qualità del prodotto è il mercato '. Inoltre - proseguono gli studi belgi - il passaggio da un aiuto legato alla quantità della produzione a uno invece legato alle superfici, lascerebbe al mercato anche il compito di orientare le decisioni dei produttori che non devono essere influenzata da regime di aiuti. Anzi, secondo gli studiosi belgi, il passaggio a un contributo legato all'entità delle superfici, comporterebbe anche un altro importante vantaggio: ' sui ricavi ottenuti il tasso di aiuto sarà tanto più elevato laddove le condizioni di produzione sono più difficili e i rendimenti più bassi '. Come dire: laddove i margini sono inferiori per le condizioni difficili, il tasso di aiuto sarà più elevato.

Giorgio dell'Orefice, 21 Marzo 2003