Ritorna alla Homepage
   
Tradizione, Esperienza, Passione per il miglior risultato   


Peccati di gola: di tutto e di più sull'olio nella guida di Veronelli

Visualizza le altre news

Interrogare sull'olio d'oliva Luigi Veronelli, uno dei più autorevoli critici eno-gastronomici italiani, equivale a scatenare la furia di un torrente in piena. Le sua difesa dell'olio italiano, dell'olio di frantoio e del suo impiego nella cucina di qualità, è appassionata e polemica.
. . . . Non v'è quindi da stupirsi se Gli Oli di Veronelli, la guida edita da Veronelli Editore di cui è giunta in libreria l'edizione 2000, non si presenta come una guida tradizionale, come un elenco asettico, sia pure commentato e illustrato di produttori scelti. Il volume (320 pagine, 33mila lire) offre sicuramente una mappa approfondita e accurata della migliore produzione olivicola e olearia italiana, ma è anche un pamphlet, una denuncia degli inganni consumati a danno del consumatore e al tempo stesso una difesa a oltranza di un gioiello, troppo a lungo trascurato e mal gestito, della produzione agricola del Paese. “Anche questo libro nasce dalla rabbia ed è preparato a tempo di record”, esordisce l'autore, scusandosi con alcuni ottimi produttori conosciuti per fama e tuttavia assenti dalla guida per l'impossibilità dei curatori di valutare in modo approfondito il prodotto.
E la rabbia di Veronelli si manifesta subito. “A un buon olivicoltore il proprio olio costa già 13mila lire all'uscita del frantoio e prima dell'imbottigliamento. Nei supermercati sono in vendita bottiglie di olio extravergine a molto meno della metà. Una frode? – si chiede Veronelli – Certo, una frode voluta dalle multinazionali e consentita da politici ignoranti o corrotti. Una frode che sottrae alla nostra agricoltura e alla nostra economia molti miliardi al giorno”.
Se l'introduzione al volume è dunque una denuncia del “malgoverno” in materia olearia e contemporaneamente una proposta per meglio gestire il settore la prima parte del libro è un viaggio che accompagna per mano il lettore nell'affascinate universo dell'olivicoltura, svelando i segreti della coltura, della raccolta, della frangitura delle olive, ma anche i criteri per acquistare, conservare e impiegare correttamente l'olio. La parte centrale, la più cospicua del volume, che è curato da Luigi Caricato, oleologo, scrittore e giornalista, è dedicata ai produttori selezionati nelle zone olivicole più vocate: Liguria, Garda, Toscana, Umbria, Puglia, Calabria, Isole (ma senza trascurare validi produttori di altre zone). Ogni scheda tecnica fornisce dati anagrafici, ubicazione degli uliveti, metodologia e tempi della raccolta delle olive, canale distributivo, esame organolettico degli oli selezionati ed è corredata dall'immagine di una etichetta.
. . . . La terza parte della guida è dedicata al “linguaggio dell'olio”: spiega il significato dei termini tecnici e propone un'introduzione ai metodi di assaggio, utili per capire pregi e difetti dell'olio. Concludono il volume un saggio sul rapporto tra olio e salute, curato dall'endocrinologo Mauro Defendente Febbrari, che tratta anche delle caratteristiche degli oli di semi, e un excursus sulla presenza dell'olio nella letteratura attraverso i secoli, un piacevole susseguirsi di citazioni e di versi che mostrano quanto l'oro verde della terra sia radicato nella cultura italiana.
Particolare attenzione viene riservata nella guida all'olio ligure. La Liguria ha una sola Dop (denominazione di origine protetta), con il marchio “Riviera Ligure” distinto in tre sottozone:”Riviera dei Fiori” per la provincia di Imperia, “Riviera del Ponente e Savonese” per la provincia di Savona, e “Riviera di Levante” per le zone di Genova e La Spezia. La produzione della pregiatissima varietà Taggiasca (detta anche Lavagnina) e di una dozzina di altri cultivar locali meno noti è purtroppo diminuita negli anni: lo scorso anno la produzione è stata addirittura intorno ai 40mila quintali, ma può nelle annate migliori raggiungere gli 80mila. Gli Oli di Veronelli seleziona (senza voler essere esauriente come premettono gli autori), undici produttori liguri di qualità e tra questi segnala il Frantoio Bo di Sestri Levante .

Egle Pagano - Il Secolo XIX, 14 Dicembre 2000