Ritorna alla Homepage
   
Tradizione, Esperienza, Passione per il miglior risultato   


Una, due, tre olive ecco gli extravergini 2004

Visualizza le altre news

A quattro anni dalla prima edizione, la Guida agli Extravergini 2004 di Slow Food consegue un risultato particolarmente apprezzabile: la tempestività. Il volume, curato da Diego Soracco in collaborazione con Tiziano Gaia, è giunto in libreria in coincidenza con il Sol, il Salone dell'Olio svoltosi a Verona nei giorni del Vinitaly, all'inizio di aprile.
La guida, in vendita a 13 euro, consente di avere una panoramica della produzione di qualità 2003-2004, della campagna appena conclusa: un'annata che, come osserva Soracco, «non è entrata nel guinness dei primati, e tuttavia non esclude traguardi qualitativi di rilievo, conseguiti sia per più fortunate coincidenze climatiche sia per quell'esperienza e capacità umane che fanno sempre la differenza».
Quest'anno è superiore il numero delle aziende (416 contro 373) e degli oli (535) censiti, segno di un «confortante» progresso del comparto. Ma il fatto più importante è che, al di là delle valutazioni di spicco (una, due o tre 'olive') assegnate nel corso di degustazioni cieche, si tratta comunque di aziende che offrono vero olio extravergine da olive italiane: il che non è poco in un mondo, come quello dell'olio, dove le truffe a vario livello sono all'ordine del giorno (è non a caso i prezzi all'origine degli oli recensiti vanno da un minimo di 8 euro a oltre 20 euro il litro).
Nella hit parade delle 'tre olive' (oli eccellenti e tipici nelle rispettive categorie) la Liguria figura quest'anno con due etichette, l'extravergine 'Electum' Dop R.L. Riviera dei Fiori della Rocca di San Nicolao di Chiusanico (Im), da olive taggiasche lavorate nella stessa giornata della raccolta (prezzo: oltre 20 euro al litro), e l'Extravergine di Oliva Taggiasca prodotto da Gocce d'Olio a Villa Faraldi (Im), olio con un ottimo rapporto qualità/prezzo (nella fascia da 8 a 13 euro). Ma in generale gli oli liguri di qualità hanno raggiunto elevati livelli. Basti pensare alla giovane azienda spezzina (S. Stefano Magra) di Marco Lucchi e Carlo Guastalli, che sulla guida Slow Food ottiene 'due olive' per l'Extravergine da agricoltura biologica (fascia da 13 a 20 euro) e per l'Extravergine superiore ha conquistato addirittura l'Ercole Olivario, il più importante riconoscimento nel settore dell'olio.
'Due olive' anche per un paio di etichette di Roi a Badalucco (il 'Carte Noir' e il Cru 'Riva Gianca' Dop R.L.Riviera dei Fiori), per l'Extravergine di Mandino Cane a Dolceacqua, per l'Extravergine Dop R.L. Riviera dei Fiori e l'Extravergine da Oliva Taggiasca di Ranise (Im). Ma molto buono è anche il livello di altri produttori, come, ad esempio, Benza di Dolcedo (Im), con il 'Dulcedo' Dop Riviera dei Fiori e l'extravergine 'Buon Olio', anche se l'azienda, che quest'anno celebra i 150 anni di attività, non ha potuto presentare alle degustazioni (perché subito esaurito) il suo best seller, il 'Primuruggiu'. Buone valutazioni anche per Anfossi, Risso, Labolani, Il Frantoio (di Borgomaro), Marco Romagnoli, Roberto Rota, Anfosso, Paolo Cassini, A Maccia (l'azienda di Lorendana Faraldi di Ranzo è stata premiata quest'anno a Verona), Delicatezze della Riviera, Frantoio Bo, Giacomo Zerbone, Valle Ostilia.
Nel medagliere delle 'tre olive' le regioni più premiate sono: Sicilia (Baglio Ballotta, Baglio Ingardia, Gerace, Nobile), Abruzzo-Molise (Marina Colonna, Fratianni,, Aladino e Felice Stanti), Campania (Hirpus, Zamparelli, Titerno), Marche (Guerrieri, Gianni Giacani, La Collina), Toscana (La Parrina, Castello di Ama, Franci). Alla pari con la Liguria sono l'Umbria (Lungarotti e Il Fattore) e la Puglia (Minervini e Di Gregorio).

Egle Pagano, 16 Aprile 2004