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L'extravergine dop Olivicoltori di Savona e Sestri Levante premiati al Cibus per il loro 'fruttato'

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Qualche tempo fa Filippina Berruti, savonese doc, ex impiegata Italsider, ora casalinga, decise che era arrivato il momento di realizzare il sogno di una casetta in campagna. «Comprai un rustico e 9 ettari di terreno, distribuiti su varie fasce, a Canaiella di Legino, sulle colline di Savona, a 135 metri di altitudine - racconta - Con mio marito Paolo Giannì, tributarista, smantellai castagni e soprattutto rovi per impiantare olivi». Era il 1996 e dopo otto anni quella che è diventata un'azienda agricola - La Macina - si segnala a livello per la qualità.
Donna Filippina domani, alle 16,30, sarà infatti a Parma per il Cibus e nel corso del Salone internazionale dell'Alimentazione riceverà il Diploma di gran menzione dal ministro Gianni Alemanno.
«Il riconoscimento - spiega - è stato ottenuto, nella categoria fruttato delicato, per l'olio extravergine d'oliva 'Cru Canaiella dop, riviera del ponente savonese', premiato lo scorso aprile a Milano, nel XIII Concorso internazionale leone d'oro dei mastri oleari.
E il Diploma va ad aggiungersi al successo conseguito la settimana passata al Biol di Bari, quando il nostro olio è stato giudicato il miglior extravergine biologico della Liguria».Alla Macina, dove i 493 olivi iniziali sono diventati 860, la signora Berruti dedica tutti i weekend e ne è molto orgogliosa. Una parte d'olio per uso familiare, l'altra da esposizione («Siamo stati all'Enoga di Finale e al Vinitaly di Verona»), una piccola quantità per la vendita («Al Liguria Food di Genova»). Già, ma qual è il segreto del successo? «Il nostro extravergine è purissimo, ottenuto da una mono cultivar taggiasca (96%) con frantoio, leccino, moraiolo e pendolino (4%) quali impollinatori. Non usiamo concimi chimici, utilizziamo una potatura all'avanguardia, tenendo la parte bassa a cespuglio. Tutto qui».
Cibus - Parma 2004 Flavio Zaramella e Carlo Bo
Tra i migliori oli extravergine di oliva che domani saranno premiati a Parma ci sarà anche 'Le due baie', il top della produzione firmata dall'antico frantoio di via della Chiusa a Sestri Levante, che la famiglia Bo gestisce dal lontano 1867, «ma probabilmente anche da molto tempo prima», sostiene con orgoglio Carlo, che negli anni Settanta è subentrato al padre e che solo due settimane fa è stato inserito tra i migliori 35 oli di tutto il mondo.
A decretare l'ingresso nella 'Top 35' delle 'Due baie' è stata, a Colonia, una giuria internazionale di esperti. «Due importanti riconoscimenti - ha commentato l'assessore Anna Monti - che vanno a premiare la serietà di un'azienda sestrese e riconoscono il valore della nostra olivicoltura».

Secolo XIX, 05 Maggio 2004