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Accordo con Arpal e Guardia di Finanza per aumentare i controlli in tutta la Liguria

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Rifiuti, Burlando vuole una tassa
«Dobbiamo evitare abusi e inquinamenti»

GENOVA
«Sono ancora molte le aree del Ponente ligure prive di adeguati impianti di depurazione e dove gravano attività che incidono sulla qualità ambientale, come i frantoi che scaricano quando piove» ha detto il presidente della Regione, Claudio Burlando, ricordando che «nel finanziamento ai consorzi fiori-frutti una parte delle risorse sono state destinate alla ricerca sugli scarichi dei frantoi». Ma è lo smaltimento abusivo e non corretto dei rifiuti quello che desta maggiori preoccupazioni e su cui, ha annunciato il presidente, «si deve incidere attraverso l'imposizione di un'eco-tassa che indirizzi lo smaltimento verso terreni più congrui».
L'allarme rifiuti, che si traduce anche in allarme criminalità, se non addirittura criminalità organizzata, è tornato d'attualità ieri, in occasione della firma di un Protocollo d'intesa tra la Regione Liguria, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure e il Comando regionale Liguria della Guardia di Fiananza appunto in materia di controllo e monitoraggio in campo ambientale, cioè la localizzazione di siti inquinati o a rischio di inquinamento.
Cooperazione e coordinamento (è in fase di definizione un'analoga iniziativa tra Regione e Guardia Costiera) sono strumenti essenziali anche per ottimizzare le risorse «in un momento di tagli e difficoltà». «Stiamo puntando - ha detto infatti il presidente - su una serie di protocolli di collaborazione per stringere un rapporto con differenti soggetti in un momento di risorse finanziarie scarse». Alla firma erano presenti l'assessore all'Ambiente, Zunino, il direttore generale di Arpal Bruno Soracco, il comandante della Guardia di Finanza Walter Peruzzo.
Il protocollo, che avrà durata di un anno, poi rinnovabile, prevede che Regione Liguria, Guardia di finanza e Arpal, nell'ambito delle rispettive competenze istituzionali, effettuino in sinergia e in regime di collaborazione il controllo del rispetto delle norme in materia ambientale, con scambio di informazioni e dati sullo stato del territorio ligure. Per monitorare il territorio, la Guardia di finanza impiegherà le proprie unità navali, una ventina, e i due elicotteri di stanza all'eliporto genovese, mezzi che si muoveranno anche su segnalazione della Regione e dell'Arpal e con a bordo personale dell'Arpal stesso, e che in caso di necessità potranno essere affiancati da unità di rinforzo richiamate da altre zone.
La Regione ha previsto anche la possibilità di coinvolgere il personale della Guardia di Finanza nelle proprie attività formative. Per meglio organizzare le forze e pianificare gli interventi, i tre sottoscrittori effettueranno incontri trimestrali. Il generale di Brigata Walter Peruzzo ha ricordato come l'oggetto del protocollo rientri nell'interesse generale della Guardia di finanza e ha sottolineato la «grande pericolosità di attività illegittime legate allo smaltimento dei rifiuti» e la possibilità di commissione di illeciti di varia natura legati appunto alla gestione dei rifiuti.
E anche se in Liguria il fenomeno dello smaltimento irregolare dei rifiuti non è marcato come in altre regioni italiane, «è vero - ha ribadito Burlando - che alla base del disagio turistico innegabile nella nostra regione c'è anche una qualità ambientale del territorio che ha ricevuto negli ultimi anni duri colpi».
«Se infatti sul fronte dell'inquinamento industriale - ha continuato il presidente - si sono compiuti numerosi passi avanti, sia con la l'accordo sulle Acciaierie di Cornigliano, sia con l'operazione Acna che è in via di conclusione positiva e adesso con il focus sulla vicenda Stoppani, restano ancora alcune ombre sul fronte dell'inquinamento ambientale e dell'inquinamento marino».
«Dovremo usare la manovra fiscale per indurre investimenti avanzati in termini di smaltimento di rifiuti» ha concluso Burlando.

La Stampa Web - Alessandra Pieracci, 21 Ottobre 2005