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Nuovi cosmetici dal riciclo dei reflui delle olive

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IMPERIA. Il prodotto cosmetico del futuro potrebbe arrivare dal riciclo delle acque di vegetazione delle olive. Un'idea che sta prendendo forma e che rappresenta uno degli aspetti dello studio incentrato sul recupero delle acque di scarto dei frantoi e realizzato dall'università di Genova per il Consorzio ligure dei prodotti tipici.
Dell'olivo non si butta nulla, lo sanno bene i vecchi agricoltori che tramandano la sapienza radicata in un territorio dove l'olivicoltura rappresenta molto più di un comparto produttivo. La cultura legata all'olio, agli oliveti è la base di partenza per ricercare, attraverso l'applicazione della tecnologia, nuovi sviluppi e nuove possibilità nel campo della qualità del prodotto e del rispetto dell'ambiente. Il futuro nella cosmetica per le olive imperiesi verrà assicurato grazie ad un moderno ed innovativo impianto pilota per la depurazione e il riciclo delle acque di vegetazione delle olive, un progetto che sarà presentato oggi dal Consorzio Ligure dei prodotti tipici presso l'azienda Isnardi a Pontedassio (alle ore 16). L'impianto è stato messo a punto dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'università di Genova nell'ambito delle ricerche previste nel Contratto di Programma FioriFrutti.
L'impianto di depurazione presentato in anteprima oggi - all'incontro parteciperanno Giancarlo Cassini, assessore regionale all'Agricoltura, autorità e i frantoiani iscritti al Consorzio - si basa sull'utilizzo di processi di filtrazione a membrana, una tecnologia innovativa in grado di depurare gli scarti prodotti dalla lavorazione delle olive, ottenendo da un lato consistenti quantitativi di acqua riciclabile per usi irrigui o industriali e dall'altro ricavando un concentrato ricco di polifenoli, con vaste possibilità di utilizzo nell'industria cosmetica. Una sorta di elisir per la bellezza e la giovinezza che potrebbe aprire nuove prospettive imprenditoriali per le aziende del ponente ligure.
«Il gruppo del Dcci di Genova, condotto da Gustavo Capannelli - spiegano dal Consorzio - ha ideato i processi necessari per la corretta depurazione del refluo, realizzando l'impianto pilota che è stato successivamente testato sia con prove condotte in laboratorio sia con il lavoro svolto presso l'azienda Isnardi. I risultati ottenuti nel corso delle sperimentazione, avviata dall'università sulla base dell'incarico ricevuto dal Consorzio ligure dei prodotti tipici, sono stati superiori alle aspettative, grazie alla messa a punto di una tecnologia in grado di risolvere molti problemi legati allo smaltimento dei reflui della lavorazione delle olive, il cui sviluppo consente d'immaginare un ciclo di riutilizzo completo dei prodotti impiegati nei processi di trasformazione. La depurazione a membrana sembra così costituire la soluzione tecnologia più adatta per un problema che presenta consistenti ricadute ambientali, dato che un frantoio di medie dimensioni produce mediamente un Cod compreso tra i 20.000 e i 100.000 miriagrammi per litro, ovvero un carico inquinante paragonabile a quello di una piccola cittadina ».
La ricerca presentata è il primo risultato raggiunto, la 'prima uscita' del Consorzio FioriFrutti nell'ambito del Contratto di Programma e quindi dell'importante contributo pubblico che interessa le aziende agroalimentari e il mondo floricolo della Liguria. Il Consorzio, amministrato da Pietro Isnardi (agroalimentare) e Gianfranco Croese (florovivaismo), si era appositamente costituito qualche anno fa proprio per meglio rappresentare un 'sistema territoriale' in grado di diventare unico interlocutore messo il Ministero Attività Produttive. Il Contratto, formalizzato dal Cipe nel luglio del 2005 su proposta dell'allora ministro Claudio Scajola, impegna 179 aziende agricole della Liguria e dovrebbe garantire contributi per oltre 30 milioni di euro complessivi. Il progetto presentato oggi rappresenta un atto di buona volontà dei consorziati che in attesa della firma definitiva del contratto, attesa ormai da quasi due anni, hanno anticipato i tempi. Cominciando proprio dalla ricerca. “Il Contratto di Programma avrà un impatto forte per le aziende - spiegano Pietro Isnardi e Gianfranco Croese co-amministratori consorzio FioriFrutti - ma offre, in particolare, segnali importanti nel campo della ricerca. Se la ricerca è fatta bene, se si realizza con i partner giusti, può garantire le basi fondamentali per il futuro dell'economia ligure”.

Milena Rinaldi, 15 Marzo 2007