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Olio contraffato, un termolese coinvolto nella maxi truffa

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Pierluigi Norante, 42enne imprenditore residente in città, si trova agli arresti domiciliari dalla mattina del 21 aprile: secondo gli inquirenti sarebbe coinvolto nell'organizzazione dedita al commercio di olio contraffatto, smascherata dai Nas di Bari. 39 imprenditori arrestati in tutta Italia. Norante, direttore tecnico della ditta di contenitori per alimenti Contagricol di Bonefro, avrebbe fornito le latte con le quali era confezionato il finto olio extravergine.

Termoli. Un imprenditore termolese sarebbe coinvolto nella vasta organizzazione dedita al commercio di finto olio extravergine smantellata oggi – lunedì – dai Nas della Puglia. Si tratta di Pierluigi Norante, 42enne residente nella città adriatica, agli arresti domiciliari dalla mattina del 21 aprile, con l'accusa di associazione a delinquere in concorso con altre 38 persone operanti in tutta Italia. In qualità di direttore tecnico della Contagricol, azienda produttrice di contenitori di acciaio per alimenti con sede a Bonefro, secondo gli inquirenti avrebbe procurato le latte nelle quali veniva confezionato l'olio contraffatto prodotto a Cerignola.

In base alle indagini coordinate dalla Procura di Foggia e portate avanti dai Nas di Bari, il quartier generale dell'operazione era proprio il centro pugliese, dove agivano 4 gruppi, impegnati nella preparazione e nella commercializzazione dell'olio contraffatto. Venticinque arresti sono stati operati proprio a Cerignola, altri sei a Milano, e poi a Napoli, Latina, Salerno e Varese. Solo uno in Molise, e precisamente a Termoli, appunto.

Sono stati sequestrati in totale 25mila litri di olio, nel corso delle indagini partite nel 2006. Norante è l'unico molisano coinvolto e secondo gli inquirenti avrebbe agito all'insaputa degli altri componenti dell'azienda bassomolisana, che continua a svolgere regolarmente la sua attività. Le indagini vanno avanti per accertare definitivamente le responsabilità del termolese, che nella vicenda sembrerebbe aver avuto un ruolo sicuramente più marginale degli altri, e quelle degli altri componenti dell'organizzazione, tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla frode in commercio, alla contraffazione e commercializzazione di sostanze alimentari preparate in modo pericolo per la salute pubblica.

L'olio, spacciato come extravergine ma in realtà sofisticato, sarebbe finito come condimento nei piatti italiani e anche commerciato all'estero, in Germania, Svizzera e America, se la catena non fosse stata spezzata dai Carabinieri con il sequestro. Secondo la ricostruzione degli investigatori la truffa avveniva più o meno così: l'olio di semi arrivava dagli Stati Uniti, e a Cerignola avveniva il ‘miracolo', ovvero la trasformazione in olio di oliva con l'aggiunta di qualche goccia di clorofilla per il colore e qualche grammo di betacarotene per confondere il gusto. Alcuni componenti dell'organizzazione avevano il compito di fabbricare le false etichette, con nomi di ditte inesistenti, applicate poi sulle bottiglie in vetro o sulle lattine acquistate da una ditta di Modugno che è stata posta sotto sequestro. Sequestrate anche due ditte di trasporti di Cerignola che provvedevano a trasportare l'olio in ogni parte d'Italia. Secondo quanto accertato, la sofisticazione avveniva in locali e casolari fatiscenti nelle campagne di Cerignola o in alcuni opifici che sono stati sequestrati. In particolare i sigilli sono stati posti all'oleificio Sinerchia di Cerignola e Vaira di Foggia. Al gruppo un litro di olio contraffatto costava meno di 80 centesimi. Il prodotto veniva poi venduto per 4-5 euro al litro. L'attività avrebbe fruttato circa otto milioni di euro in 16 mesi.

www.primonumero.it, 21 Aprile 2008