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Scuola e imprese per l'olio di riviera

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Un consorzio tra imprese, mondo della scuola e della formazione, istituti di credito e associazioni imprenditoriali per promuovere, valorizzare, commercializzare al meglio i prodotti agroalimentari del comprensoriodel 'Tigullio-Paradiso'.
A partire dall'olio d'oliva prodotto nei caratteristìci terrazzamenti dell'Appennino ligure.
E' questa la proposta che verrà lanciata il 19 aprile a Camogli, in occasione del convegno durante il quale saranno illustrati i primi risultati del progetto formativo 'L'oro delle piramidi: olio Tigullio-Paradiso' promosso dall'Istituto tecnico commerciale e per geometri di Chiavari. Un'iniziativa 'in rete' — sostenuta anche da un finanziamento ministeriale con altri tre istituti superiori della riviera di Levante (l'Alberghiero 'Marco Polo' di Camogli, il Liceo classico, linguistico e scientifico di Rapallo e Recco e l'istituto professionale per l'agricoltura di Genova), che sta coinvolgendo 80 studenti. 'Con un obiettivo comune — spiega il professor Vincenzo Gueglio, ideatore e coordinatore del progetto:sviluppare attraverso percorsi formativi integrati strategie proposte per razionalizzare e valorizzare la produzione locale dell'olio extravergine d'oliva Dop 'Riviera Ligure di Levante'.
Oggi il settore impegna unadozzina di frantoi e 18 aziende con una produzione annua certificata che nel 1998 era di 68,7 quintali e ora si è ridotta a 38,2. «Ma le potenzialità di ripresa e di crescita sono enormi — sottolinea Gueglio — sesi considera che di fatto la produzione non accede se non in misura minima al mercato, esaurendosi quasi completamente con la vendita diretta da produttore a consumatore o con la distribuzione a parenti e amici.
C'è molto da lavorare anche sulla gestione delle coltivazioni: il calo della produzione negli ultimi anni è un segnale dell'abbandono progressivo dei terrazzamenti, con un danno enorme non solo per l'economia ma ancheper la conservazione dell'ambiente e della sua cultura e delle sue tradizioni».
Un problema, quest'ultimo, che sta particolamente a cuore all'istituto di Chiavari che negli anni scorsi ha promossso iniziative e proposte per la salvaguardia dei terrazzamenti dell'entroterra ligure: a partire dalla mappatura del territorio con le nuove tecnologie per il rilevamento e la gestione dei dati geografici (i sistemi Gps e Gis), che rappresenta tuttora un'altra opportunità di specializzazione per gli studenti dell'Itcg di Chiavaci.
La filosofia della tutela si coniuga ora con la proposta di marketing del territorio.
Gli studenti stanno studiando un progetto di network che metta in rete le aziende produttrici di olio Dop, favorendo tra loro sinergie sul fronte della promozione, della distribuzione e della vendita. «Una delle ipotesi è di avere sulla bottiglia due etichette — spiega ancora Gueglio — la principale sul davanti con le indicazioni prescritte dalle norme Dop, una sul retro con l'indicazione dell'azienda, produttrice, del luogo di produzione, del frantoio e del metodo di frangitura seguito, nonché con notizie sulle qualità organolettiche dell'olio: così da garantire la tracciabilità del prodotto e la massima trasparenza nel rapporto con il consumatore».

R. Fav., 15 Aprile 2002