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Olio extravergine garantito

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Imperia. Approvato dal ministero delle polìtiche agricole il 'Consorzio per la tutela dell'olio extravergine Riviera Ligure'. La firma del ministro Alemanno (An) ha suggellato la nascita del primo organismo regionale del genere in Italia.
Un risultato molto importante, raggiunto soprattutto grazie all'impegno degli olivicoltori imperiesi che hanno costituito il consorzio per la Dop nell'aprile dello scorso anno, hanno ottenuto l'adesione di oltre il 66 percento della produzione certificata della Liguria (così come prevede la normativa in materia) e hanno portato avanti la pratica fino all'ok ministeriale, grazie anche all'impegno dell'assessore regionale all'agricoltura Franco Amoretti (Forza Italia). Che ruolo può svolgere il Consorzio? «Determinante - dichiara il neopresidente Pietro Isnardi, già leader degli oleari imperiesi - Ancor più in un momento in cui i consumatori chiedono soprattutto garanzie certe sulla qualità dei prodotti. Il Consorzio può dare queste garanzie, ma può anche promuovere il nostro olio Dop che, per qualità, giudico il migliore in Italia e di conseguenza nel mondo e rilanciare il nostro territorio».
Del Consorzio di tutela fanno parte coltivatori (nella quota del 66%), molitori e imbottigliatori (per la restante quota del 34%), ovvero tutti i protagonisti della filiera produttiva.
La provincia di Imperia rappresenta il 91% della produzione d'olio ligure Dop, ma una quota significativa c'è anche nel savonese e poi nello spezzino. «Con il Consorzio la quantità della Dop può crescere in maniera esponenziale - dice Fabrizio Vignolini, direttore dell'Onaoo (l'ente assaggiatori di olio) - Soprattutto se tutti i coltivatori certificheranno i loro terreni e aderiranno all'organismo.
Potrà così aumentare la produzione di qualità, ma potremmo anche ottenere un'altro risultato molto importante: recuperare il territorio, gli oliveti abbandonati, legando il prodotto Dop alla sua terra d'origine e facendo crescere contemporaneamente l'economia».
Oggi in provincia di Imperia si producono all'anno dai 25mila ai 40mila quintali di olio, di cui soltanto 3mila Dop. Negli anni Sessanta la produzione arrivava addirittura ai 200mila quintali annui.
Le difficoltà a coltivare e recuperare i terreni, ma soprattutto la concorrenza straniera e la scarsa reddittività per i prezzi delle olive hanno provocato una crisi che ha portato alla chiusura di importanti aziende.
«Oggi la scelta della qualità, garantita e tutelata, può rappresentare una concreta e importante inversione di tendenza - ha detto ancora il neo presidente del Consorzio - Gli italiani sono secondi al mondo per produzione e consumo di olio. La nostra cultivar taggiasca è un'oliva unica, eccezionale. Se sappiamo lavorare possiamo fare veramente grandi cose. Ad esempio portare anche sulla tavola dei ristoranti quella carta dell'olio che diventerebbe il simbolo della qualità dei diversi prodotti Dop del nostro paese».
Il Consorzio che ha avuto il placet del ministro Alemanno è l'unico che potrà essere costituito in Liguria, proprio per il fatto che rappresenta oltre il 66% della produzione certificata. Ed è destinato a diventare il tramite importante per la tutela del prodotto tra i consumatori e il ministero stesso.

Roberto berio, 27 Aprile 2002