Chemlali de Sfax

Cultivar 

Chemlali de Sfax

Sinonimi

Sahali

Origine

Tunisia

Diffusione

Nord-est, centro-litorale, sud ed estremo sud della Tunisia. Ricopre circa il 60% della superficie olivicola.

Uso

Da olio
È una cultivar di antichissima origine. Costituisce la "foresta" di Sfax. Quest'area è caratterizzata da una piovosità media annua di appena 200 millimetri, con variazioni che possono andare da 80 a 350 millimetri secondo le annate. È la varietà d'olio più importante e più rappresentata del paese. Si estende per tutta la lunghezza della costa est della Tunisia, da Korba a Gabes. Ha ottenuto buoni risultati anche a sud-ovest del paese, precisamente a Sidi Bouzid e Meknassi. Nel Nord della Tunisia, a Mornag e a Krib, l'albero è apparso vigoroso e produttivo, però l'estrazione dell'olio dal frutto è risultata difficoltosa. È stata tentata la sua diffusione anche nelle aree centrali del paese come ad Ain Jloula, a Oueslatia e a Sbeitla. Qui la cultivar si è mostrata molto sensibile alla tubercolosi. La pianta è molto vigorosa e di elevata rusticità. È dotata di bassa capacità rizogena. L'entrata in produzione è tardiva. Fiorisce precocemente. È autocompatibile e la produzione di polline risulta abbondante. La produttività è elevata e alternante. Matura in epoca tardiva. I frutti sono di modeste dimensioni, riuniti in grappoli compatti che possono arrivare a molte unità. La resa è medio-elevata, può arrivare al 25%, e l'olio è assai caratteristico sia sotto il profilo chimico sia sotto il profilo organolettico. È resistente alla siccità, specialmente se autoradicata, e mediamente tollerante alla salinità. Risulta sensibile alla tubercolosi.

Fa riferimento sia alle dimensioni della pianta sia alla intrinseca capacità di crescere in lunghezza e diametro dei rami e delle branche.

pianta che, per ogni zona e per le ordinarie pratiche colturali, presenta accrescimenti rilevanti, notevole sviluppo del tronco e della chioma in altezza e volume, con rami robusti e lunghi.

Questo carattere descrive la distribuzione naturale delle branche e dei rami indipendentemente dalla forma di allevamento adottata e dalla vigoria.

È caratteristico di alcune cultivar le cui branche crescono con tendenza alla verticalità e presentano una spiccata "dominanza apicale". La pianta in crescita ha un aspetto conico più o meno pronunciato, che tende di venire cilindrico quando l'individuo è adulto. Sebbene il portamento assurgente non risulti collegato alla vigoria, in genere le cultivar con tale portamento sono anche vigorose, pur con notevoli eccezioni.
È caratteristica delle cultivar ad internodi corti, elevato indice di ramificazione e buona fogliosità; la chioma si presenta come una superficie compatta e l'interno è ombreggiato.
Si considerano: a) la lunghezza media di una infiorescenza determinata su un campione di 40 infiorescenze allo stato di "bocciolo bianco", prese dal tratto mediano di 8-10 rami fruttiferi (dell'anno anteriore) scelti tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud; b) il numero medio di fiori per infiorescenza, determinato sulle stesse infiorescenze
(25-35 mm)
Dei quattro caratteri considerati per la foglia, i primi tre sono quantitativi e il quarto qualitativo. Il rilievo si esegue su campioni di 40 foglie adulte prese dalla zona media di 8-10 germogli dell'annata, scelti all'altezza dell'osservatore tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud.

Determinata da rapporto tra lunghezza (L) e larghezza (l)

(5-7 cm)
(1-1,5 cm)

La torsione della lamina fogliare lungo il suo asse longitudinale permette di classificare il lembo fogliare in quattro categorie

Questi vengono determinati in un campione di quaranta frutti presi nella zona intermedia di rami fruttiferi, scelti tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud, eliminando frutti mal formati o anormalmente piccoli e grossi rispetto all'insieme della popolazione presente. La descrizione del frutto è effettuata al momento in cui termina l'invaiatura. Per alcuni caratteri si fa riferimento a due possibili posizioni di un frutto visto longitudinalmente. Si conviene che la posizione A è quella nella quale il frutto presenta la maggiore asimmetria al prenderlo per le estremità tra l'indice e il pollice mentre la posizione B è quella che risulta dalla rotazione del frutto di 90 gradi, portando la parte più sviluppata verso l'osservatore

Si suppone che ogni cultivar sia stata allevata in condizione agronomica ordinaria per la sua zona di coltivazione.

(<2 g)

Determinata in funzione del rapporto tra la lunghezza (L) e la larghezza (l).

(L/l 1,25-1,45)

Determinata dalla corrispondenza tra i due semiprofili longitudinali

Carattere del punto stilare

I caratteri concernenti le lenticelle si determinano quando il frutto è completamente sviluppato ma ancora verde

In relazione ad altre cultivar

L'endocarpo è la parte interna lignificata del frutto che protegge la mandorla e sulla quale sono fatte le osservazioni strutturali, mentre per nocciolo s'intende l'insieme endocarpo e mandorla, che ne definisce il peso. La descrizione si effettua sui noccioli dei 40 frutti campionati per le caratteristiche carpologiche. Come nel frutto, in alcuni caratteri si fa riferimento a due posizioni. La posizione A corrisponde normalmente a quella di massima asimmetria ed è quella nella quale la sutura carpelare resta rivolta all'osservatore mentre la posizione B è data dalla rotazione del seme di 90 gradi, in modo che la parte più sviluppata risulti verso l'osservatore. In generale, i caratteri del endocarpo sono di alto potere discriminante nell'identificazione della varietà.

Si suppone che ogni cultivar venga allevata in condizioni economiche ordinarie

(<0,3 g)

Determinata in funzione del rapporto tra la lunghezza (L) e la larghezza (l)

(L/l 1,8-2,2)

Determinata dalla corrispondenza tra i due semi-profili

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