Manzanilla de Sevilla

Cultivar 

Manzanilla de Sevilla

Sinonimi

Carrasqueña,Manzanilla,Manzanilla Basta,Manzanilla Blanca,Manzanilla Comùn,Manzanilla de Carmona,Manzanilla de Dos Hermanas,Manzanillo,Manzanillo Fino,Manzanillo Temprano,Romerillo,Varetuda

Origine

Spagna

Diffusione

È la varietà di olivo più diffusa internazionalmente. In Spagna è principalmente coltivata nelle province di Siviglia (50.000 ettari), Badajoz (30.000 ettari) e Huelva (4000 ettari). Altrove viene coltivata in Portogallo, Stati Uniti, Israele, Argentina e Australia.

Uso

Da tavola
Varietà di ridotto rigore che si adatta facilmente alla coltivazione in piantagioni intensive. È considerata suscettibile all'asfissia radicale, alla clorosi ferrica se coltivata in suoli calcarei e al freddo invernale. Di capacità rizogena media sia per talea sia per talea semilegnosa sotto nebulizzazione. Entra precocemente in produzione. L'epoca di fioritura è media ed il polline presenta un'alta capacità germinativa. In Spagna si coltiva senza l'uso di impollinatori. Tuttavia si è osservato un aumento dell'allegagione quando si realizzano un'impollinzazione incrociata. Se coltivata in altri paesi, è necessario l'utilizzo di impollinatori adeguati. La produttività è elevata e alternante. L'epoca di maturazione è precoce, ed i frutti presentano un'alta resistenza al distacco. In Spagna si raccoglie in verde per la concia allo stile "sivigliano". Negli Stati Uniti si raccoglie al momento dell'invaiatura, per la concia in nero e l'ossidazione allo stile "californiano". È la varietà da tavola più apprezzata internazionalmente per la sua produttività e per la qualità dei suoi frutti. Il contenuto in olio è medio ma di alta qualità e stabilità. Il distacco della polpa dal nocciolo è agevole. Molto sensibile alla verticillosi risulta sensibile all'occhio di pavone, alla tubercolosi, alla lebbra e alla mosca.

Fa riferimento sia alle dimensioni della pianta sia alla intrinseca capacità di crescere in lunghezza e diametro dei rami e delle branche.

pianta con modesta quantità di crescita anche in condizioni agronomiche ottimali. Il tronco (altezza e/o sezione) e la superficie occupata dalla proiezione della chioma in fase adulta sono più ridotte di quanto ci si possa aspettare da questa specie.

Questo carattere descrive la distribuzione naturale delle branche e dei rami indipendentemente dalla forma di allevamento adottata e dalla vigoria.

E il portamento naturale della specie, dalla ramificazione iniziale ortotropa. Successivamente il peso della chioma e/o dei frutti obbliga il ramo a inclinarsi e indirizzarsi nel senso della maggiore disponibilità di luce e spazio; la chioma prende una conformazione emisferica anche se impostata su più fusti che assumono e mantengono sempre una spiccata individualità.
È la densità tipica della specie; la vegetazione è totale ma la lunghezza degli internodi e la crescita lasciano sempre dei varchi interni che danno l'effetto di penombra.
Si considerano: a) la lunghezza media di una infiorescenza determinata su un campione di 40 infiorescenze allo stato di "bocciolo bianco", prese dal tratto mediano di 8-10 rami fruttiferi (dell'anno anteriore) scelti tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud; b) il numero medio di fiori per infiorescenza, determinato sulle stesse infiorescenze
(<25 mm)
Dei quattro caratteri considerati per la foglia, i primi tre sono quantitativi e il quarto qualitativo. Il rilievo si esegue su campioni di 40 foglie adulte prese dalla zona media di 8-10 germogli dell'annata, scelti all'altezza dell'osservatore tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud.

Determinata da rapporto tra lunghezza (L) e larghezza (l)

(L/l <4)
(5-7 cm)
(1-1,5 cm)

La torsione della lamina fogliare lungo il suo asse longitudinale permette di classificare il lembo fogliare in quattro categorie

Questi vengono determinati in un campione di quaranta frutti presi nella zona intermedia di rami fruttiferi, scelti tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud, eliminando frutti mal formati o anormalmente piccoli e grossi rispetto all'insieme della popolazione presente. La descrizione del frutto è effettuata al momento in cui termina l'invaiatura. Per alcuni caratteri si fa riferimento a due possibili posizioni di un frutto visto longitudinalmente. Si conviene che la posizione A è quella nella quale il frutto presenta la maggiore asimmetria al prenderlo per le estremità tra l'indice e il pollice mentre la posizione B è quella che risulta dalla rotazione del frutto di 90 gradi, portando la parte più sviluppata verso l'osservatore

Si suppone che ogni cultivar sia stata allevata in condizione agronomica ordinaria per la sua zona di coltivazione.

(da 4 a 6 g)

Determinata in funzione del rapporto tra la lunghezza (L) e la larghezza (l).

(L/l <1,25)

Determinata dalla corrispondenza tra i due semiprofili longitudinali

Carattere del punto stilare

I caratteri concernenti le lenticelle si determinano quando il frutto è completamente sviluppato ma ancora verde

In relazione ad altre cultivar

L'endocarpo è la parte interna lignificata del frutto che protegge la mandorla e sulla quale sono fatte le osservazioni strutturali, mentre per nocciolo s'intende l'insieme endocarpo e mandorla, che ne definisce il peso. La descrizione si effettua sui noccioli dei 40 frutti campionati per le caratteristiche carpologiche. Come nel frutto, in alcuni caratteri si fa riferimento a due posizioni. La posizione A corrisponde normalmente a quella di massima asimmetria ed è quella nella quale la sutura carpelare resta rivolta all'osservatore mentre la posizione B è data dalla rotazione del seme di 90 gradi, in modo che la parte più sviluppata risulti verso l'osservatore. In generale, i caratteri del endocarpo sono di alto potere discriminante nell'identificazione della varietà.

Si suppone che ogni cultivar venga allevata in condizioni economiche ordinarie

(>0,45 g)

Determinata in funzione del rapporto tra la lunghezza (L) e la larghezza (l)

(L/l 1,4<1,8)

Determinata dalla corrispondenza tra i due semi-profili

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