Meski

Cultivar 

Meski

Sinonimi

Ktoubri,Octoubri

Origine

Tunisia

Diffusione

Nord del paese, ricopre circa lo 0,5% dell'intera superficie olivicola

Uso

Da tavola
Cultivar della zona settentrionale della Tunisia. Le piante sono di ridotta vigoria e rusticità. Possiede una bassa attitudine rizogena. L'entrata in produzione è media. Fiorisce in epoca precoce. È cultivar autoincompatibile, con un'incidenza dell'aborto ovarico rilevante. La produzione di polline è scarsa. Le cultivar più utilizzate come impollinatrici sono la "Chétoui", la "Besbessi" e la "Picholine Languedoc". Matura in epoca precoce ed il contenuto in olio è basso, mentre il distacco della polpa dal nocciolo è agevole. I suoi frutti, utilizzati per la produzione di olive in verde, essendo poco amari, possono essere conservati senza deamarizzazione. È resistente alla salinità, mentre risulta sensibile alla siccità e ai terreni calcarei. È molto sensibile all'occhio di pavone. Nonostante le buone qualità del frutto, la cultivar non ha registrato una grande estensione dell' areale di coltivazione e questo è dovuto proprio alla sua autoincompatibilità, alla scarsa vigoria e alla sensibilità al cicloconio che, tra l'altro, ne rende difficile la coltivazione in piantagioni ad alta densità. È mediamente resistente alla tubercolosi.

Fa riferimento sia alle dimensioni della pianta sia alla intrinseca capacità di crescere in lunghezza e diametro dei rami e delle branche.

pianta con modesta quantità di crescita anche in condizioni agronomiche ottimali. Il tronco (altezza e/o sezione) e la superficie occupata dalla proiezione della chioma in fase adulta sono più ridotte di quanto ci si possa aspettare da questa specie.

Questo carattere descrive la distribuzione naturale delle branche e dei rami indipendentemente dalla forma di allevamento adottata e dalla vigoria.

È caratteristico di alcune cultivar le cui branche crescono con tendenza alla verticalità e presentano una spiccata "dominanza apicale". La pianta in crescita ha un aspetto conico più o meno pronunciato, che tende di venire cilindrico quando l'individuo è adulto. Sebbene il portamento assurgente non risulti collegato alla vigoria, in genere le cultivar con tale portamento sono anche vigorose, pur con notevoli eccezioni.
È la densità tipica della specie; la vegetazione è totale ma la lunghezza degli internodi e la crescita lasciano sempre dei varchi interni che danno l'effetto di penombra.
Si considerano: a) la lunghezza media di una infiorescenza determinata su un campione di 40 infiorescenze allo stato di "bocciolo bianco", prese dal tratto mediano di 8-10 rami fruttiferi (dell'anno anteriore) scelti tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud; b) il numero medio di fiori per infiorescenza, determinato sulle stesse infiorescenze
(25-35 mm)
Dei quattro caratteri considerati per la foglia, i primi tre sono quantitativi e il quarto qualitativo. Il rilievo si esegue su campioni di 40 foglie adulte prese dalla zona media di 8-10 germogli dell'annata, scelti all'altezza dell'osservatore tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud.

Determinata da rapporto tra lunghezza (L) e larghezza (l)

(5-7 cm)
(1-1,5 cm)

La torsione della lamina fogliare lungo il suo asse longitudinale permette di classificare il lembo fogliare in quattro categorie

Questi vengono determinati in un campione di quaranta frutti presi nella zona intermedia di rami fruttiferi, scelti tra i più rappresentativi della pianta nella parte esposta a sud, eliminando frutti mal formati o anormalmente piccoli e grossi rispetto all'insieme della popolazione presente. La descrizione del frutto è effettuata al momento in cui termina l'invaiatura. Per alcuni caratteri si fa riferimento a due possibili posizioni di un frutto visto longitudinalmente. Si conviene che la posizione A è quella nella quale il frutto presenta la maggiore asimmetria al prenderlo per le estremità tra l'indice e il pollice mentre la posizione B è quella che risulta dalla rotazione del frutto di 90 gradi, portando la parte più sviluppata verso l'osservatore

Si suppone che ogni cultivar sia stata allevata in condizione agronomica ordinaria per la sua zona di coltivazione.

(da 2 a <4 g)

Determinata in funzione del rapporto tra la lunghezza (L) e la larghezza (l).

(L/l 1,25-1,45)

Determinata dalla corrispondenza tra i due semiprofili longitudinali

Carattere del punto stilare

I caratteri concernenti le lenticelle si determinano quando il frutto è completamente sviluppato ma ancora verde

In relazione ad altre cultivar

L'endocarpo è la parte interna lignificata del frutto che protegge la mandorla e sulla quale sono fatte le osservazioni strutturali, mentre per nocciolo s'intende l'insieme endocarpo e mandorla, che ne definisce il peso. La descrizione si effettua sui noccioli dei 40 frutti campionati per le caratteristiche carpologiche. Come nel frutto, in alcuni caratteri si fa riferimento a due posizioni. La posizione A corrisponde normalmente a quella di massima asimmetria ed è quella nella quale la sutura carpelare resta rivolta all'osservatore mentre la posizione B è data dalla rotazione del seme di 90 gradi, in modo che la parte più sviluppata risulti verso l'osservatore. In generale, i caratteri del endocarpo sono di alto potere discriminante nell'identificazione della varietà.

Si suppone che ogni cultivar venga allevata in condizioni economiche ordinarie

(>0,45 g)

Determinata in funzione del rapporto tra la lunghezza (L) e la larghezza (l)

(L/l 1,4<1,8)

Determinata dalla corrispondenza tra i due semi-profili

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